Alien Covenant aka FassbenderMania

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Castorina alle prese con il suo animale domestico

Alien Covenant aka FassbenderMania

Alien Covenant: voto 4

Alien Covenant è un brutto film, non una crimine contro l’umanità come Batman v Superman (non la supererò mai), ma passa assolutamente asettico e con una delle trame più banali mai viste, il che è tutto dire per un horror.

Se ciò non bastasse a farvi passare la voglia di vederlo ho deciso che andrò contro ogni mio principio e vi racconto pedissequamente la trama, spiegando passo passo dove sta l’immensa stupidità ed inconsistenza della stessa.

La recensione sarà 100% spoiler quindi questa è la vostra ultima chance di andarvene se non volere “rovinarvi” la sorpresa.

-Go!-

Il film comincia con la creazione di Fassbender 1 (quello che avete già visto su Prometheus). Scena inutile apprezzabile solo per la ripresa laterale del David di Michelangelo che, per via di un’illusione ottica, sembra abbia in bella vista il pistulino e invece è il pollice della mano destra.

Dopo ci troviamo sopra l’astronave Uscss Covenant dove Fassbender 2 (uno nuovo che non avete visto su Prometheus) fa un giretto tra varie capsule criogeniche che trasportano i 15 membri dell’equipaggio. Dentro una di esse si vede per tipo 30 secondi James Franco che dorme, poi muore bruciato in maniera orribile lasciando tragicamente un solo attore decente nel cast – cioè Fassbender – che per fortuna apparirà sempre e comunque nel resto del film.
Senza dubbio l’assegno più facile mai incassato da Franco in carriera. Continua a leggere

“La La Land”, un sogno per tutti – Recensione Ignorante

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La La Land: voto 9,5

Metto mano al portafoglio per prendere i 4€ del biglietto d’ingresso. Sì esistono ancora dei cinema dove non bisogna vendere un rene per un biglietto, ma siamo alla seconda riga e già sto divagando.
Entro in sala 1, gremita da nemmeno 30 paganti, e mi siedo.
In quel momento nelle orecchie ronza solo la fanfara della macchina pubblicitaria dei PR di Hollywood che sbandierano le 14 nomination all’Oscar del film, come se la qualità dell’arte si potesse valutare solo secondo le cifre stilistiche dei WASP.

Conscio di ciò, metto il cervello in modalità assorbimento, sperando di essere capitato davanti ad una storia che vale la pena vedere.
Quello che non potevo sapere era che stavo per godermi i 128 minuti cinematografici più belli, emozionanti e toccanti degli ultimi 15 anni.

Sì perché “La La Land” – seconda prova alla regia di Damien Chazelle dopo l’ottimo esordio del 2014 con Whiplash – è un film come non ce ne sono più: una lettera d’amore a quella città non-luogo che è Los Angeles, da sempre meta di pellegrinaggio per aspiranti attori, dove la dimensione del sogno può diventare realtà in un battibaleno e viceversa. Continua a leggere

Da Tarantino ad Animali Fantastici, le recensioni ignoranti mancate

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La mia espressione durante la visione di "Animali Fantastici"

La mia espressione durante la visione di “Animali Fantastici”

Negli ultimi mesi ho visto un fottìo di film al cinema ma, per via di oscurissime forze del male, non ho avuto tempo/modo/voglia di scrivere le apposite recensioni, perciò ora ve le beccate tutte mixate e frullate in formato mini.
Buona lettura!

THE DANISH GIRL, Tom Hooper
Film delicatissimo e mai banale che ha il grande merito di far scoprire a me l’attore protagonista Eddie Redmayne. Peccato che decida di rovinarsi la carriera (di sicuro non il conto in banca) con l’ultimo film di questa mia lista.
VOTO: 8+ magone

THE HATEFUL EIGHT: Quentin Tarantino
Un film che sembra uno spettacolo teatrale – e questo è bene;
Il secondo tempo rovina la magnificenza del primo – e questo è male;
Nel secondo tempo c’è la scena in cui Samuel L. Jackson si fa succhiare il biscione nero – e questo è bene;
Finisce con spari e sangue alla cazzo di cane – e questo è male!
Posso andare adesso?
VOTO: 7 (“Ha le capacità ma non si applica” cit. Maestra Nanda) Continua a leggere

A tu per tu con Zack Snyder – Batman v. Superman, la recensione

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batman-v-superman-dawn-of-justice_bb788b6fZack Snyder, siediti. Dobbiamo parlare”
Mi si siede davanti mogio mogio. In silenzio. Sguardo chino di chi sa d’averla fatta grossa.
“Lo sai perché siamo qui vero?”
Annuisce trattenendo a stento le lacrime.
“Ti voglio raccontare una storia: qualche anno fa, quando ancora frequentavo l’Università, spesso e volentieri mi trovavo a preparare gli esami nella biblioteca del mio paese. Non era enorme e fantascientifica come quella che avevo in Facoltà, ma c’era un clima culturale fervente, quasi da caffè letterario parigino ottocentesco, quindi capitava spesso che si stesse tra studenti a confabulare di politica, religione, sesso, cinema ecc. Quando non si confabulava, per rilassarci da quei pochissimi minuti di studio giornalieri, leggevamo alcuni dei fumetti che la biblioteca metteva a disposizione.

Il mio preferito in assoluto, caro Zack, era Mafalda scritto e disegnato dall’autore argentino Quino.
Quino riusciva a parlare di filosofia, pace, comunismo, rivoluzione, parità dei diritti, anticapitalismo, anti imperialismo yankee (o come direbbe lui ‘dei gringos americanos’), razzismo e quant’altro con un linguaggio semplice ed elementare, da bambini come Mafalda appunto, risultando efficace e chiarissimo. Tutto questo in strisce da sole tre vignette.

“Mhhhh…” Snyder prova a dire qualcosa tramite il nastro isolante con cui gli ho sigillato la bocca. Lo zittisco subito. Continua a leggere

Spotlight, la luce sulla pedofilia nella Chiesa – Recensione ignorante

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Spotlight-2015Il caso Spotlight: voto 8,5

Faccio veramente fatica a scrivere questa recensione, non perché non abbia apprezzato il film – è semplicemente meraviglioso – ma perché vorrei non risultasse intervallata da momenti di eccessiva glorificazione.

Per entrare bene nello spirito del film serve un passo indietro: per chi della scorsa notte degli Oscar ricordasse solo Di Caprio è bene specificare che Spotlight (d’ora in avanti solo titoli originali, lo giuro) era candidato a sei statuette (miglior film, regista, attore e attrice non protagonista, sceneggiatura originale e montaggio), vincendone due tra cui la più ambita, quella di miglior film.

La trama del film racconta la vera storia di un’inchiesta giornalistica del Boston Globe, condotta nel 2002 dal team Spotlight, la quale mirava a trovare prove concrete degli abusi sessuali perpetrati da decine di preti dell’area di Boston nei 30 anni precedenti. L’inchiesta non mise in scacco solo i preti pedofili, ma tutto il sistema che copriva queste malefatte, sia a livello di arcidiocesi e Chiesa Cattolica che a livello sociale locale, coinvolgendo avvocati famosi, direttori di scuola, politici e associazioni cattoliche. Continua a leggere