Chiamami col tuo nome – Recensione Ignorante

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Chiamami col tuo nome: voto 3,5

“Dai, almeno da sta schifezza verrà fuori una bella recensione ignorante.”
Questo il commento fatto con la mia ragazza uscendo dalla visione di “Chiamami col tuo nome”, il film di Luca Guadagnino candidato all’Oscar addirittura nella categoria “Best Movie”.

Ma andiamo con ordine: la storia tragicomica di questa visione inizia dal pomeriggio quando, in due, controlliamo l’orario della proiezione per essere sicuri di non perderci la proiezione del film “Morto Stalin se ne fa un altro”. Sì avete letto bene. Arriviamo al cinema convintissimi che ci sarà la commedia con Steve Buscemi, non un polpettone con la versione “a spende pogo” di Ryan Gosling. Poveri noi. Continua a leggere

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Assassinio sulla Wonder Wheel – Recensione Ignorante 2×1

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Assassinio sulla Wonder Wheel – voto 7 (a entrambi)

Per via della loro natura satirica (seppur seria) le recensioni ignoranti che trovate in questo blog funzionano meglio quando si parla di film di merda o infarciti di superpoteri e spade laser, capite quindi il mio disagio nel parlare di due film belli, scritti e recitati molto bene, che consiglio e che non contengono spade laser (infatti, non a caso, ne parlo a circa un mese di distanza dalla visione).

I due film in questione sono Assassinio Sull’Orient Express e La Ruota Delle Meraviglie (Wonder Wheel). Per una qualche ragione nella mia mente li accomuno molto, anche se di fatto sono parecchio diversi. Forse a tenerli assieme c’è il fatto che si tratti di film “veri”, alla vecchia maniera, sapete, con una storia. Roba che a Hollywood non si vede più da millenni ormai, ma sto divagando. Continua a leggere

Justice League – Recensione Ignorante

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Justice League: voto 6,5 (incredibilmente)

Ho dimenticato gli occhiali in macchina e non ho la minima intenzione di scendere a prenderli, ragion per cui ci manteniamo belli corti per parlare di Justice League che (wait for it) non ha fatto schifo.

Ebbene sì, la DC (da non confondere con la balena bianca, lo dico per voi fan di Andreotti ed elettori del PD che seguite il blog) ha inanellato due film sopra la sufficienza dopo anni di aborti che hanno prodotto in chi scrive un grave caso di PTSD. Continua a leggere

Spiderman torna a casa – Recensione Ignorante

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Spiderman Homecoming: voto 8

Finalmente, dopo i primi due ottimi Spiderman firmati Sam Raimi, un terzo di cui è meglio non parlare e due ciofeche vere e proprie, Spiderman torna a casa.
E lo fa col botto.

Le principali ragioni del successo del film sono tre: un ottimo Tom Holland che, finalmente (scusate la ripetizione), ci restituisce uno Spiderman vicino a quello del fumetto; una storia scritta in maniera magnifica (è facilmente il miglior film Marvel scritto fino adesso) e Michael “Fucking” Keaton (anche qui facilmente il miglior villain Marvel visto finora).

Ma andiamo con ordine:

Tom Holland rappresenta il Peter Parker adolescente che è davvero mancato nei film precedenti (tecnicamente in quelli di Raimi è adolescente ma, nella tipica moda di fine anni ’90/inizio ’00, nel cast scelgono un trentenne per la parte): è un 15enne pieno di energia, a tratti irrispettoso, con la battuta pronta, tanta voglia di spaccare il mondo ma soprattutto una grande passione, la gnugna.
Come dargli torto? Cosa non si fa per essa? E in quali situazioni assurde ci si infila per impressionare la ragazza di turno? Tutte queste tensioni risultano nel personaggio di Parker, al contempo animato da grandi poteri e grandi responsabilità (deo gratias che questa frase non compare nel film). Continua a leggere

Wonder Woman: la redenzione DC

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Gal Gadot che si bea della sua figaggine

Wonder Woman: voto 7

Oggi facciamo presto: l’ultimo film della DC, Wonder Woman, è bello. Aggiungerei “incredibilmente” visto che erano riusciti a fare scempio di una storia che si scriveva da sola come Batman v. Superman.

Per carità non si grida al capolavoro (come molti esperti anglosassoni stanno invece facendo) ma il film è bello, recitato e diretto bene, senza i toni da processione ecclesiastica dei precedenti e, deo gratias, ha una storia consistente che ti tiene incollato allo schermo per tutti i 141 minuti di durata (che lì per lì sono volati). Continua a leggere