Spiderman torna a casa – Recensione Ignorante

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Spiderman Homecoming: voto 8

Finalmente, dopo i primi due ottimi Spiderman firmati Sam Raimi, un terzo di cui è meglio non parlare e due ciofeche vere e proprie, Spiderman torna a casa.
E lo fa col botto.

Le principali ragioni del successo del film sono tre: un ottimo Tom Holland che, finalmente (scusate la ripetizione), ci restituisce uno Spiderman vicino a quello del fumetto; una storia scritta in maniera magnifica (è facilmente il miglior film Marvel scritto fino adesso) e Michael “Fucking” Keaton (anche qui facilmente il miglior villain Marvel visto finora).

Ma andiamo con ordine:

Tom Holland rappresenta il Peter Parker adolescente che è davvero mancato nei film precedenti (tecnicamente in quelli di Raimi è adolescente ma, nella tipica moda di fine anni ’90/inizio ’00, nel cast scelgono un trentenne per la parte): è un 15enne pieno di energia, a tratti irrispettoso, con la battuta pronta, tanta voglia di spaccare il mondo ma soprattutto una grande passione, la gnugna.
Come dargli torto? Cosa non si fa per essa? E in quali situazioni assurde ci si infila per impressionare la ragazza di turno? Tutte queste tensioni risultano nel personaggio di Parker, al contempo animato da grandi poteri e grandi responsabilità (deo gratias che questa frase non compare nel film). Continua a leggere

Wonder Woman: la redenzione DC

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Gal Gadot che si bea della sua figaggine

Wonder Woman: voto 7

Oggi facciamo presto: l’ultimo film della DC, Wonder Woman, è bello. Aggiungerei “incredibilmente” visto che erano riusciti a fare scempio di una storia che si scriveva da sola come Batman v. Superman.

Per carità non si grida al capolavoro (come molti esperti anglosassoni stanno invece facendo) ma il film è bello, recitato e diretto bene, senza i toni da processione ecclesiastica dei precedenti e, deo gratias, ha una storia consistente che ti tiene incollato allo schermo per tutti i 141 minuti di durata (che lì per lì sono volati). Continua a leggere

Alien Covenant aka FassbenderMania

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Castorina alle prese con il suo animale domestico

Alien Covenant aka FassbenderMania

Alien Covenant: voto 4

Alien Covenant è un brutto film, non una crimine contro l’umanità come Batman v Superman (non la supererò mai), ma passa assolutamente asettico e con una delle trame più banali mai viste, il che è tutto dire per un horror.

Se ciò non bastasse a farvi passare la voglia di vederlo ho deciso che andrò contro ogni mio principio e vi racconto pedissequamente la trama, spiegando passo passo dove sta l’immensa stupidità ed inconsistenza della stessa.

La recensione sarà 100% spoiler quindi questa è la vostra ultima chance di andarvene se non volere “rovinarvi” la sorpresa.

-Go!-

Il film comincia con la creazione di Fassbender 1 (quello che avete già visto su Prometheus). Scena inutile apprezzabile solo per la ripresa laterale del David di Michelangelo che, per via di un’illusione ottica, sembra abbia in bella vista il pistulino e invece è il pollice della mano destra.

Dopo ci troviamo sopra l’astronave Uscss Covenant dove Fassbender 2 (uno nuovo che non avete visto su Prometheus) fa un giretto tra varie capsule criogeniche che trasportano i 15 membri dell’equipaggio. Dentro una di esse si vede per tipo 30 secondi James Franco che dorme, poi muore bruciato in maniera orribile lasciando tragicamente un solo attore decente nel cast – cioè Fassbender – che per fortuna apparirà sempre e comunque nel resto del film.
Senza dubbio l’assegno più facile mai incassato da Franco in carriera. Continua a leggere

“La La Land”, un sogno per tutti – Recensione Ignorante

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La La Land: voto 9,5

Metto mano al portafoglio per prendere i 4€ del biglietto d’ingresso. Sì esistono ancora dei cinema dove non bisogna vendere un rene per un biglietto, ma siamo alla seconda riga e già sto divagando.
Entro in sala 1, gremita da nemmeno 30 paganti, e mi siedo.
In quel momento nelle orecchie ronza solo la fanfara della macchina pubblicitaria dei PR di Hollywood che sbandierano le 14 nomination all’Oscar del film, come se la qualità dell’arte si potesse valutare solo secondo le cifre stilistiche dei WASP.

Conscio di ciò, metto il cervello in modalità assorbimento, sperando di essere capitato davanti ad una storia che vale la pena vedere.
Quello che non potevo sapere era che stavo per godermi i 128 minuti cinematografici più belli, emozionanti e toccanti degli ultimi 15 anni.

Sì perché “La La Land” – seconda prova alla regia di Damien Chazelle dopo l’ottimo esordio del 2014 con Whiplash – è un film come non ce ne sono più: una lettera d’amore a quella città non-luogo che è Los Angeles, da sempre meta di pellegrinaggio per aspiranti attori, dove la dimensione del sogno può diventare realtà in un battibaleno e viceversa. Continua a leggere