Wonder Woman: la redenzione DC

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Gal Gadot che si bea della sua figaggine

Wonder Woman: voto 7

Oggi facciamo presto: l’ultimo film della DC, Wonder Woman, è bello. Aggiungerei “incredibilmente” visto che erano riusciti a fare scempio di una storia che si scriveva da sola come Batman v. Superman.

Per carità non si grida al capolavoro (come molti esperti anglosassoni stanno invece facendo) ma il film è bello, recitato e diretto bene, senza i toni da processione ecclesiastica dei precedenti e, deo gratias, ha una storia consistente che ti tiene incollato allo schermo per tutti i 141 minuti di durata (che lì per lì sono volati). Continua a leggere

Alien Covenant aka FassbenderMania

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Castorina alle prese con il suo animale domestico

Alien Covenant aka FassbenderMania

Alien Covenant: voto 4

Alien Covenant è un brutto film, non una crimine contro l’umanità come Batman v Superman (non la supererò mai), ma passa assolutamente asettico e con una delle trame più banali mai viste, il che è tutto dire per un horror.

Se ciò non bastasse a farvi passare la voglia di vederlo ho deciso che andrò contro ogni mio principio e vi racconto pedissequamente la trama, spiegando passo passo dove sta l’immensa stupidità ed inconsistenza della stessa.

La recensione sarà 100% spoiler quindi questa è la vostra ultima chance di andarvene se non volere “rovinarvi” la sorpresa.

-Go!-

Il film comincia con la creazione di Fassbender 1 (quello che avete già visto su Prometheus). Scena inutile apprezzabile solo per la ripresa laterale del David di Michelangelo che, per via di un’illusione ottica, sembra abbia in bella vista il pistulino e invece è il pollice della mano destra.

Dopo ci troviamo sopra l’astronave Uscss Covenant dove Fassbender 2 (uno nuovo che non avete visto su Prometheus) fa un giretto tra varie capsule criogeniche che trasportano i 15 membri dell’equipaggio. Dentro una di esse si vede per tipo 30 secondi James Franco che dorme, poi muore bruciato in maniera orribile lasciando tragicamente un solo attore decente nel cast – cioè Fassbender – che per fortuna apparirà sempre e comunque nel resto del film.
Senza dubbio l’assegno più facile mai incassato da Franco in carriera. Continua a leggere

“La La Land”, un sogno per tutti – Recensione Ignorante

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La La Land: voto 9,5

Metto mano al portafoglio per prendere i 4€ del biglietto d’ingresso. Sì esistono ancora dei cinema dove non bisogna vendere un rene per un biglietto, ma siamo alla seconda riga e già sto divagando.
Entro in sala 1, gremita da nemmeno 30 paganti, e mi siedo.
In quel momento nelle orecchie ronza solo la fanfara della macchina pubblicitaria dei PR di Hollywood che sbandierano le 14 nomination all’Oscar del film, come se la qualità dell’arte si potesse valutare solo secondo le cifre stilistiche dei WASP.

Conscio di ciò, metto il cervello in modalità assorbimento, sperando di essere capitato davanti ad una storia che vale la pena vedere.
Quello che non potevo sapere era che stavo per godermi i 128 minuti cinematografici più belli, emozionanti e toccanti degli ultimi 15 anni.

Sì perché “La La Land” – seconda prova alla regia di Damien Chazelle dopo l’ottimo esordio del 2014 con Whiplash – è un film come non ce ne sono più: una lettera d’amore a quella città non-luogo che è Los Angeles, da sempre meta di pellegrinaggio per aspiranti attori, dove la dimensione del sogno può diventare realtà in un battibaleno e viceversa. Continua a leggere

8 days (and 14€) a week – Recensione Ignorante

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8 Days a Week8 Days A Week – voto: 4,5

“Francesco, da bravo Beatlemaniac scommetto che non ti farai sfuggire la proiezione di ‘8 Days A Week’, vero?”
“Certo che no voce nella mia testa, c’è anche Ron Howard alla regia. Lui è Richie Cunningham! Cosa potrebbe mai andar storto?”
“Già…”

E fu così che mi incastrai da solo nella visione del docufilm più inutile e scialbo della storia.
E pagai anche 14€ di biglietto per farlo.

8DAW è solo un’altra delle infinite operazioni nostalgia fatte sui Beatles. Una venuta male per giunta, che non offre quasi nulla a chi è già fan, ma fallisce anche nell’intrigare chi dei Fab Four conosce poco o nulla, esponendo, di fatto, il vecchio concetto di Beatles=Cash Cow. Continua a leggere

SURVIVING THE SUICIDE – Suicide Squad, recensione

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suicide-squad-00Suicide Squad: voto 6

Molte volte i giornalisti riescono ad immaginare l’articolo anche prima di scriverlo. Anticipano, con grande precisione, gli eventi ed il risultato di una partita, la scaletta di un concerto rock o quello che il grande attore famoso dirà loro durante un’intervista.

Dopo la terribile debacle di “Batman v. Superman” ho subito immaginato come avrei iniziato la recensione di “Suicide Squad”; avrei scritto di un flashback in cui giuravo che mai e poi mai mi sarei fatto fregare di nuovo dalla DC…per poi farlo e lamentarmi di Jared Leto, Will Smith e co.
Invece Suicide Squad mi ha fatto vedere il bicchiere mezzo pieno di questo benedetto DCEU (che tristezza la E di Expanded!).

Non sbagliamoci: SS è un filmetto che non merita nemmeno una seconda visione, ciononostante per tutta la durata della visione ho avuto la sensazione netta che questo pagasse troppo lo scotto di BvS.
Se il primo fosse stato almeno passabile, Suicide Squad sarebbe stato il tipico film estivo leggero con i super eroi (alla Guardians of The Galaxy o Ant-Man). Nessuno avrebbe gridato al capolavoro ma nemmeno allo scandalo.

E invece, sempre per colpa dell’aborto di Zack Snyder, SS ha subito forti rimaneggiamenti in sede di montaggio con lo scopo di recuperare terreno sul pubblico perduto, proponendo un film vagamente più serioso di come non fosse stato concepito.

Questi rimaneggiamenti hanno portato ad impoverire alcuni personaggi (Joker, Slipknot e soprattutto Capitan Boomerang – seriamente amici fans della DC, mi aiutate a capire la sua utilità?) e a banalizzare molto la trama di altri, ad esempio il Deadshot di Will Smith (che comunque non è male) la cui storia assomiglia molto a quella di un Liam Neeson in Taken.

Parlando di ottime interpretazioni finite nel cesso, come non citare Jared Leto ed il suo Joker?
No, non sono uno di quelli che si lamenta del fatto che sembri uscito bambato e pieno di chicche da un rave a Montecarotto. Questa nuova lettura del personaggio risulta abbastanza fresca e giustifica la “pazzia” del Joker. L’interpretazione di Leto è una spanna sopra tutti, quindi anche qui nessuna lamentela da parte del sottoscritto.
I problemi sono altri:

1 – è troppo bravo (“maestro, me lo lasci andare questo personaggio del nonno…se permette…a cazzo di cane! Funziona!” cit.)
2 – è assolutamente inutile ai fini della storia (già banalotta) del film.

Provate a cancellare le sue scene e scoprirete che il risultato non cambia.

Nel complesso ottimi i personaggi di Harley Quinn (non aggiungo nulla che è meglio), dell’Incantatrice, di Diablo (al quale non davo un soldo di fiducia), così così Katana (probabilmente altro personaggio tagliuzzato in sede di montaggio) e terribile Rick Flag sia come personaggio che come interpretazione.

Consiglio finale: ha le potenzialità ma non si applica

Francesco Mandolini

PS
Oi, magari su Flag ci sono andato giù pesante ma considerate che non potevo guardare lo schermo senza pensare al wrestler WWE Big Cass (di cui allego una foto per sottolineare la somiglianza tra i due).
Big-Cass