Umbria senza jazz

Nik West sul palco dell’Umbria Jazz
Lo scorso weekend, come mi capita da diversi anni a questa parte, sono stato a Perugia per l’Umbria Jazz.

Nel concerto grande della sera si sono esibiti la Hypnotic Brass Ensemble (bombetta), Nik West (super mega bomba. No, seriamente, googlatela e ascoltatevi di tutto) e Mario Biondi.

Quello che però rimane più impresso del festival è una strana tendenza che l’UJ ha oramai consolidato: l’assenza del jazz.

Non parlo del palco principale, ma dell’atmosfera che si respira nella città. Anche quest’anno ho potuto vedere solo gruppi Funk, folk, addirittura uno che faceva beatbox, ma del jazz nemmeno l’ombra fino alla (terrificante) esibizione di Mario Biondi all’arena Santa Giuliana, resa ancor più difficile dal fatto di aver dovuto seguire una forza della natura come Nik West.

Senza nessuna polemica mi viene da chiedere semplicemente: perché? Forse la capacità di attrarre del jazz è scemata e si usa solo un brand oramai consolidato in ben 45 edizioni? Esiste veramente un pubblico italiano per questo genere al di fuori dei confini/ghetto del Blue Note?

Dibattito.

FM

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Pubblicato da Francesco Mandolini

Communication specialist, journalist, singer-songwriter, rover.

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