Muore Dolores O’Riordan

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Proprio oggi mi sono soffermato a pensare a David Bowie, alla sua vita e alla sua morte, incredibilmente teatrali entrambe. Ho pensato a lui che progettava di far uscire l’ultimo singolo negli stessi giorni in cui se ne stava andando. Quella canzone parlava a tutti noi, me compreso, che la saremmo andata a cercare su youtube appena appreso della sua morte.
Era appena due anni fa.

Torno a casa da lavoro alle 18 e qualche minuto e scopro che, più o meno mentre stavo riflettendo su Bowie, moriva Dolores O’Riordan, la cantante dei Cranberries.

Sono conscio del fatto che, dopo la famosa vignetta di Zerocalcare, è rischioso parlare di “quando muore uno famoso”, ma mentre sto qui ancora (come tutti) ignaro delle cause che ce l’hanno portata via a soli 46 anni, non posso fare a meno di pensare a quanto quella voce sia stata presente nella mia vita.

C’era nel 1996 quando, ad appena 9 anni, andai al trofeo Topolino di pallamano a Pesaro.
Ricordo una cover band che suonò Zombie in piazza. Ero pietrificato dal terrore. All’epoca non sapevo nemmeno cosa fosse la lingua inglese, ma ricordo vivamente la paura che quel semplicissimo Em, C, G, D riuscì ad incutermi. Potenza della musica!

Nel 1999 grazie alla sua Promises riuscì a trovare, finalmente, un minimo di congiuntura musicale con quello che sarebbe diventato il mio bassista e amico fraterno.

Anche anni dopo, nel 2001 circa, quando in prima liceo decisi di affrontare il Cassò, l’orribile chitarra classica che si aggirava in casa mia da anni, Dolores era lì. Quale fu la prima canzone che imparai? Zombie. Piccolo particolare: non sapevo che le chitarre andassero accordate. Quanta pazienza avranno avuto i miei amici nell’ascoltarmi mentre suonavo quella e Animal Instinct (stesso giro) per pomeriggi interi fingendomi una rockstar.

Poi sempre di quegli anni ricordo giornate intere ad ascoltare il loro best of ”Stars”, giornate in cui scoprivo che i Cranberries erano molto più che Zombie. C’erano Dreams, Ode To My Family, Salvation ma soprattutto la mia preferita: Linger.

E proprio con le parole di quella canzone la voglio salutare.
Dolores, do you have to let it linger?

Francesco Mandolini

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