Signor Sindaco, che fa? Minaccia?

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Lascio qui un'immagine di Caterina Caselli senza particolare motivo

Lascio qui un’immagine di Caterina Caselli senza particolare motivo

Evidentemente qualcuno non è abituato al contraddittorio e lo scorso post (che altro non fa se non mettere in ordine cronologico degli eventi pubblici ed ufficiali) ha fatto fiorire minacce di querela nei confronti del sottoscritto.

A parte il fatto che esattamente grazie a questa motivazione (le eccessive minacce a carico di giornalisti) l’associazione Reporter Sans Frontieres ha recentemente fatto scivolare l’Italia al 77esimo posto nella classifica dei paesi con maggior libertà di stampa (su 180 nazioni) – cioè al di sotto di Moldova e Lesotho, giusto per darvi un idea – vorrei analizzare un paio di dichiarazioni del Sindaco di Monte San Vito, Sabrina Sartini, sulla vicenda.
Cominciamo dalla prima:

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Wow! Devo essermi perso il processo più veloce della terra poiché in un solo commento si fanno tre gradi di giudizio con tanto di sentenza. Ed è solo il primo commento, ragazzi; per di più su una bacheca Facebook che non è la mia (come vedremo più avanti) e che, potenzialmente, potrei anche non aver visto entro le 24 ore datemi come ultimatum.

E poi suvvia, l’ultimatum…
Credo che ogni politico, a qualunque livello ma soprattutto chi è Sindaco, debba essere sempre disponibile al confronto con i cittadini ancor prima che con i giornalisti come me.
Credo che un buon politico debba saper accettare le critiche e avere l’umiltà di fare un passo indietro se necessario, questo per il bene della collettività tutta.

Quando un politico non dà risposte ma passa immediatamente a parlare di querele, l’unico effetto che si ha è la creazione di un clima intimidatorio e antidemocratico.
Se avesse chiesto gentilmente il diritto di replica glielo avrei concesso, anzi avrei direttamente proposto un’intervista per parlarne. A lei hanno insegnato che “la verità è una sola” come ama ripetere, a me che un buon giornalista sa che la verità non esiste, esistono i fatti. Il che ci porta, parlando di vero e falso, al suo commento n° 3.

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Questo è tra i miei preferiti. Vado a rileggere il mio articolo e vedo che esplicito per ben due volte (sia riguardo l’ex Sindaco Montali, sia riguardo la campagna elettorale chiaravallese del 2013 e quindi indirettamente parlando del Sindaco Costantini) che un Sindaco, anche se volesse, NON avrebbe potere né di aprire, né di chiudere alcun ospedale. Questo potere spetta alla Regione e all’Asur.
Nel post mi limito a dire che l’Amministrazione di Monte San Vito, a livello di idee e quindi di linee politiche, probabilmente per far fronte ad un disagio preesistente sulla locale casa di riposo, potrebbe aver interesse a far trasferire gli abitanti della residenza protetta nell’ala inutilizzata del Montessori.

Questa linea politica non solo è del tutto legale, ma credo possa trovare appoggio anche da parte del suo elettorato. Sindaco Sartini, lo ha anche affermato in occasione di un’interrogazione da parte del consigliere Cillo presente nella delibera di consiglio comunale n°85 del 17/10/2013 in cui alla domanda “Se intende trasferire gli ospiti [della residenza protetta ndr] presso la struttura della “Casa Salute” di Chiaravalle” risponde “tra le ipotesi che erano in ballo da verificare, c’è anche quella della sede non completata dell’ospedale di Chiaravalle, ma ci sono anche altre ipotesi che si stanno vagliando”.

Vede quindi anche lei che siamo nel campo delle probabilità, che nella lingua italiana non comprendono la certezza ma un range d’azione che varia dallo 0,1 al 99,9% di possibilità di attuarsi, non il 100%.
Per quello c’è un’altra parolina magica, che è l’esatto contrario di “probabilmente”, la parola “sicuramente”.

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Quindi riassumendo: siamo nel campo delle probabilità (come asserivo), oltretutto si parla di ipotesi perfettamente legali, paventate da lei sia in sedi ufficiali che sulla rete e che, se attuate, farebbero risparmiare al Comune di Monte San Vito circa 500.000€. Dove sarebbe la diffamazione in tutto ciò scusi? Anzi, quasi corro il rischio di passare per quello che le sta facendo un favore.

Esempio di commenti poco simpatici

Esempio di commenti poco simpatici

Tralasciando per un momento le varie dichiarazioni, decisamente personali, che la Sartini muove nei miei confronti (per le quali deciderò se agire in sede legale visto che si discredita la mia professionalità) arriviamo alle ore 06:44 del 18 maggio in cui sulla bacheca del Sindaco Sartini compare questo:

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Perdonate la lunghezza ma qui mi diverto a rispondere punto per punto:
“Ospedale di Chiaravalle.
Gira su fb un articolo a firma di Francesco Mandolini”
Non è su Facebook ma sul mio blog personale

“in cui si attribuiscono alla sottoscritta atti e comportamenti mai tenuti.”
Non parlo mai di atti e comportamenti ma di idee, da lei sicuramente esposte sia in consiglio comunale che sui social

“Nello specifico il Sig. Mandolini scrive che avrei a partire da giugno 2015 fatto chiudere servizi dell ‘Ospedale”
Direi di no, specifico per due volte l’esatto contrario, cioè che un Sindaco non potrebbe farlo nemmeno se volesse

“e fatto fallire un progetto denominato Torrette che nemmeno conosco.”
Oh questa è bella, perché dev’essere stata un’altra Sabrina Sartini il Sindaco di Monte San Vito che il 23/12/2014, come riportato dalla delibera di consiglio comunale n°80 dello stesso anno, si è dichiarata contraria al progetto adducendo come motivazione “che quando la discussione relativa al convenzionamento con l’azienda di Torrette è stata vagliata, assieme al’Assessore Regionale alla sanità, il Sindaco di Chiaravale ha scelto di non invitare, seppure richiesto dagli Assessorati regionali, i Sindaci dei Comuni limitrofi […] questo è il risultato che abbiamo oggi, che può anche andare bene per il territorio, ma che è meno del risultato che noi pensavamo si sarebbe potuto portare a casa”.
Nello stesso consiglio comunale la maggioranza emenda la proposta di un ppi h24 a favore di un ppi h12.

“Tali cose sono false e per questo diffamatorie. L ho scritto nella pagina fb di Mandolini sotto all’articolo da lui pubblicato invitandolo a citare gli atti con cui avrei fatto ciò che lui mi ascrive oppure a smentire e scusarsi. In assenza di ciò gli ho anche comunicato che l ‘avrei querelato.”
Non sono né false, né diffamatorie, tanto più che la Sartini non viene proprio messa in relazione col progetto Torrette (che comunque conosceva e di cui non sembra essere una grande fan). I commenti non li ha fatti nel mio profilo (profilo, non pagina) ma in quello del consigliere Cillo che aveva, come molti, condiviso il mio post. Ma sono disposto a perdonarle questa svista, magari non conosce bene il funzionamento dei social. Quello che trovo difficile perdonare è la scritta “L ho” senza apostrofo.

“Il Sig. Mandolini ha cancellato i miei post e ha disabilitato le funzioni che mi consentivano di commentare sulla sua pagina.
Strano e singolare comportamento per un giornalista che dovrebbe essere innamorato del diritto di cronaca!
”
No, non ho né cancellato né disabilitato nulla, è tutta roba che si trova ancora nel profilo del consigliere Cillo. Vedo che continua a mettere in dubbio la mia professionalità con del becero populismo, quindi la informo che Facebook non è la TV di stato, ma un agglomerato di profili PRIVATI. Se non voglio condividere dei contenuti con degli estranei non vedo perché dovrei farlo, per via della mia professione? Vada a chiedere l’amicizia al profilo personale di Mentana (occhio ho detto profilo, non pagina) e voglio vedere se gliela accetta.

“Confermo qui i miei propositi rispetto all ‘articolo pubblicato da Francesco Mandolini: caro giornalista o dimostri a chi legge che ciò che hai affermato e scritto su di me è vero o io ti querelo. 
Il diritto di cronaca e di critica non possono mai oltrepassare il limite della verità. E la verità è sempre una sola. Personalmente sono serejamente in attesa che lei dimostri atti alla mano pubblicamente chi tra me e lei la dice.”
Sentirsi dire da un avvocato che la verità è una sola fa uno strano effetto, tra l’altro sono abbastanza sicuro che svariati secoli di filosofia e epistemologia affermino il contrario, ma non voglio divagare.

In questi giorni ho ricevuto tanto affetto da amici, parenti e colleghi stimati, ma forse la più grande pacca sulla spalla, che mi ha ricordato una volta ancora la direzione da prendere, è arrivata da lei, la Costituzione, che all’art. 21 dice:

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

Francesco Mandolini

PS
Menzione d’onore al commento di Flora Katanchi – la quale evidentemente neanche ha provato a leggere il mio post – che mi accusa di avere come unico scopo il vendere copie invece che informare.
Flora…io non so come dirtelo, ma tutta ‘sta faccenda sta sul mio blog.
Gratis.

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