Paolo Principi e quel software che piace a Peter Gabriel

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Paolo Principi in studio

Paolo Principi in studio

Saper far confluire decenni di esperienza, tradizione musicale del territorio ed infinite variabili tecniche in un solo software è già di per sé un lavoro difficilissimo. Però ricevere dei complimenti per questo da un signore londinese di nome Peter Gabriel lo è ancora di più. Questo è successo a Paolo Principi, sound designer e musicista anconetano creatore del software “Vintage Accordion”, una fisarmonica virtuale che verrà presentata sabato prossimo alle 18:00, presso i locali sottostanti al Teatro Alfieri di Montemarciano, all’interno del festival dedicato al tango e alla musica latin “Pasion y Canto”.

Paolo Principi parlaci di questo progetto
Vintage Accordion nasce da un’esperienza lavorativa non proprio felice fatta lo scorso anno. Un’azienda leader del settore prima mi commissionò un lavoro enorme in tempi brevissimi poi abbandonò il progetto a metà. Per quel lavoro dovetti campionare molti strumenti diversi e mi chiesi “perchè non creare un software mio di strumenti digitali?

Come arrivasti a scegliere la fisarmonica?
Nasco come fisarmonicista avendola studiata per 10 anni sin da bambino. Oltre ad essere uno strumento legato alla cultura del nostro territorio, non ci sono grandi software in commercio capaci di emularne il suono. È stata una scelta facile.

Non deve essere stato facile però riprodurre un suono fedele…
Assolutamente no. Prima ho registrato e analizzato ogni nota che usciva dalla mia vecchia Titan Victoria degli anni’60. Ho voluto includere tutto: dalle variazioni di pressione del mantice al rumore dei tasti pigiati. Ti posso anche dire che, confrontandola con l’analisi di un modello recente, i materiali di quell’epoca fanno una gran differenza nel suono. Sono strumenti davvero unici.

E come sei arrivato a Gabriel?
Ho fatto ascoltare il prodotto a professionisti di tutto il mondo, tra cui Marco Migliari, osimano emigrato a Londra presso i Real World Studios di Peter Gabriel. A quanto pare hanno detto che fosse impossibile notare la differenza tra il suono di una fisarmonica suonata dal vivo e quella uscita dal mio software. Così Gabriel stesso me ne ha ordinate tre copie.

Cosa ti aspetta ora?
L’idea è di analizzare tutti i modelli che hanno fatto la storia di questo strumento e costituire un archivio sonoro per il Museo della Fisarmonica di Castelfidardo. In seguito ho in programma di creare nuovi virtual instrument per proporne una gamma sempre più vasta.

Francesco Mandolini

dal Resto del Carlino del 26/03/2015

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