“Niente è come te” e altre storie. Intervista a Sara Rattaro

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sara rattaro
Quattro libri pubblicati ed oltre 100.000 copie vendute ed ora Sara Rattaro, autrice di “Un uso qualunque di te”, torna di nuovo nelle Marche (oggi alle 18:30 a Chiaravalle, presso la libreria “Il Grillo Parlante”, domani a Senigallia e Osimo), per la presentare il suo ultimo lavoro, “Niente è come te”, uscito pochi giorni fa per Garzanti.

Rattaro, il tema del suo ultimo romanzo è abbastanza insolito, ci anticipi qualcosa
“Niente è come te” è una storia vera di sottrazione internazionale di minore. Quando una coppia mista si lascia i problemi genitoriali sono amplificati, non solo da una grande distanza chilometrica, ma anche un grande vuoto legislativo sull’affido dei figli.

A che paesi si riferisce nel libro?
A Italia e Danimarca. Un padre riesce a rivedere la figlia dopo 10 anni a seguito della morte della madre. La figlia, ora quindicenne, è stata convinta che fosse il padre a non volerla. In realtà a lui è stata sottratta dalla ex moglie a seguito di una finta vacanza.

È possibile?

Niente è come te, Ed. Garzanti 2014

Niente è come te, Ed. Garzanti 2014


Sì, nel caso che tratto Il Governo danese ha protetto la madre, imponendo al genitore straniero di non avere contatti coi figli se non in danese alla presenza di emissari governativi. Fa tutto parte di un processo di rinaturalizzazione dei figli dato sia da un basso indice demografico, sia perchè là i figli sono visti come una risorsa.

È a conoscenza di molti casi del genere?
Sì e le storie dei genitori sottratti sono tutte simili. Non è una prerogativa dei papà, che si vedono sottrarre i figli dalle grandi democrazie nord-europee, ma anche delle mamme, solitamente in contrasto con i paesi arabi.

Immagino sarà servito un grosso lavoro di ricerca per il libro.
Ho lavorato due anni su questo testo, aiutata dalla persona che mi ha raccontato la storia. Le leggi europee al riguardo sono poche. C’è solo l’accordo dell’Aia che impone il rimpatrio entro i 6 mesi, dopodiché subentrano le leggi dei diritti di famiglia dei singoli Stati. È così che vince lo Stato più prepotente, che quasi mai è l’Italia.

Da cosa nasce il titolo del libro?
Dalla canzone di Chiara “Due respiri”, che ascoltai per caso mentre scrivevo il libro. Sentii quel “niente è come te e me insieme” e pensai subito “ecco il titolo!”

Un prossimo libro è in cantiere?
Ci sto lavorando. Anche quello sarà tratto da una storia vera che ho già raccolto. È una storia risalente a circa 25 anni fa e tratta quello che oggi chiameremmo femminicidio.

Francesco Mandolini

dal Resto del Carlino del 22/11/2014

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