Catartica tour 094/014 – Intervista ai Marlene Kuntz

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MK
Viaggio nel tempo questo venerdì al Mamamia di Senigallia. Dalle 22:30 si settano gli orologi sul maggio 1994 quando un gruppo emergente dal nome bizzarro, i Marlene Kuntz, fa uscire il suo primo album, oggi pietra miliare del rock italiano: “Catartica”.
Il Carlino ha intervistato il frontman Cristiano Godano sul Catartica 094/014 tour.

Siete alle prime date del tour e sembra esser partito bene
Sì, è iniziato da poco e sta andando molto bene. Almeno quattro sold-out finora, quindi è un concerto atteso dal nostro pubblico. È un live molto rock suonato da una band esperta, che ripropone il disco d’inizio della propria avventura.

È un ritorno di fiamma da parte dei fan?
Non lo so. Difendiamo tutta la nostra produzione ma Catartica ha un impatto immediato, ha lasciato il segno. Probabilmente è il disco più commerciale dei MK nonostante quello che dicono i duri e puri. Non parlerei di ritorno di fiamma ma di un elemento di curioso interesse.

Com’è suonarlo tutto?
Mi dispiace deludervi ma un buon 50% è stato suonato ogni anno. Solo due pezzi, “MK ok” e “Gioia (che mi do)” non li facevamo da molto tempo.

Il pubblico come reagisce?
È realmente trascinato fin dall’inizio. Sente che aria tira. L’impatto è quello che dovrebbe essere immaginandolo suonato 20 anni fa. Vedo qualche capello grigio in più, magari di persone più vicine alla nostra età che di solito per problemi di lavoro non possono venire ai concerti.

È bello rivedervi dopo sei anni
Siamo contenti di tornare in un club dove siamo sempre stati bene. Le Marche mi piacciono tanto. Le colline mi ricordano i paesaggi delle Langhe. Ho sempre notato una creatività che emerge in queste zone. C’è tanto fermento creativo ed anche il nostro grafico, Raffaele Primitivo, è marchigiano.

Producete demo LP, EP e live costantemente. Da dove deriva questa urgenza artistica?
Boh, probabilmente è un’attitudine underground, anche se mentirei se dicessi di non voler arrivare ad un grande pubblico, l’importante è che io lo faccia senza snaturare il mio percorso artistico. L’underground che esclude tutto ciò che non rientra in certi parametri ci ha rotto i coglioni.

Tornando indietro cambieresti qualche scelta?
No. Abbiamo sempre avuto il controllo della nostra produzione. Tutto quanto fatto era consapevole. Gli errori ci stanno ma non piangiamo dietro ad essi. Siamo molto orgogliosi di quanto fatto. Anche Sanremo.

Il brano che più ti entusiasma della scaletta?
“MK ok”. Quando lo scrivemmo volevamo fare qualcosa tipo nu-metal (erano gli anni dei primi Korn). Immaginavo che poteva non essere scontato ripescarla a distanza di 20 anni. Non mi aspettavo una tale botta e invece…

Francesco Mandolini

dal Resto del Carlino del 31/10/2014

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