Vendemmia MCR, intervista a Massimo Ghiacci

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Venti anni di dischi, canzoni ed emozioni cantate sempre dalla parte del torto, sempre dal basso e adattandosi ai tempi. Questo è il “Venti” tour dei Modena City Ramblers, cominciato lo scorso marzo a Bologna (data da cui è stato estratto il primo DVD live del gruppo), “Venti” giunge questo venerdì alla quartultima replica in quel di Cupramontana in occasione della 77esima Festa dell’Uva.
Il Carlino ha intervistato per voi il fondatore e bassista della band: Massimo “Ice” Ghiacci, per parlare di rock, pubblico live e Marche:

Ciao Massimo, è bello riavervi da queste parti.
È bello tornare nelle Marche dopo oltre un anno. In questo tour abbiamo già superato le 60 date, un vero privilegio con i tempi che corrono in cui si spendono sempre meno soldi per la musica dal vivo, ma le Marche ancora non le avevamo toccate.

Siete tra gli artisti che suonano di più in Italia, come riuscite a differenziare gli show?
Sì, siamo percepiti come una band costantemente in tour e ogni volta bisogna inventarsi cose nuove per non annoiare. Il tour “Venti” è caratterizzato da tre set diversi sul palco: uno iniziale rock, uno acustico e uno che pesca più dai brani più folk, considerati classici dei MCR.

Massimo "Ice" Ghiacci

Massimo “Ice” Ghiacci


Spezzare il concerto a metà, una scelta audace…
Decisamente. Per la prima volta non abbiamo voluto che la scaletta seguisse un certo ritmo. La parte centrale è solo d’ascolto, una scommessa in contesti “wild”. A fine tour si può dire che è una scommessa vinta, serve al pubblico ricaricare le batterie in vista del rush finale.

Com’è cambiato il vostro pubblico in questi 20 anni?
Non solo il pubblico, siamo cambiati anche noi! Nasciamo come band da un periodo, gli anni ’90 post-manipulite, di forte rinnovamento sociale e politico (si sperava). All’epoca scrivendo brani come “La banda del sogno interrotto” la gente capiva i riferimenti a Falcone e Borsellino. Oggi questi sono meno immediati.

E il rapporto con le Marche?
È un rapporto molto bello sia in situazioni all’aperto che nei club. Ci si ritrova anche perchè il marchigiano non è così diverso dall’emiliano, anzi qui trovo una grande tradizione di ascolti rock.
Da viaggiatore ti direi che è uno dei posti migliori dove poter vivere, uno di quei territori a misura d’uomo dove il legame con la terra salva la cultura e la tradizione che c’è.

Cosa faranno i MCR finito il tour?
Registreremo un disco inediti, fatto di collaborazioni assieme ad artisti e produttori italiani ed internazionali.

Per chiudere: è vero che è la vostra prima volta a Cupramontana?
Sì, ed è bello pensare che la vendemmia 2014 sarà fatta anche col sudore dei Modena City Ramblers.

Inizio concerto ore 23:00
Biglietto unico ingresso Festa dell’Uva €12

Francesco Mandolini

Versione estesa dell’articolo pubblicato sul Resto del Carlino del 02/10/2014

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