Giacomo Medici, il tango da Ancona a Buenos Aires

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Giacomo Medici ed Edgardo Giorgio

Giacomo Medici ed Edgardo Giorgio


Dopo tanto navigare Giacomo Medici è ritornato alla base. Il baritono anconetano è recentemente stato impegnato nel tour “Passione e Canto” in cui, in duo col fisarmonicista Edgardo Giorgio, ha percorso per un mese tutta l’Argentina esibendosi, primo italiano nella storia, come interprete del tango all’interno degli edifici in cui quel genere è nato.
A monte di questa esperienza il Carlino lo ha intervistato:

Bentornato Medici, ci dica qualcosa della sua Argentina.
Pur avendo già cantato tango in Italia e partecipato a spettacoli di questo genere, ammetto che non mi aspettavo un’accoglienza così calorosa. L’affluenza di pubblico, tra l’altro molto eterogeneo per età e gusti musicali, è stata incredibile.

Come ha reagito il pubblico al suo essere un italiano che canta il tango?
Il fatto di essere italiano e marchigiano è stato importante x loro. Essere stato apprezzato x la mia interpretazione dei classici del tango a Buenos Aires, ricevendo anche un invito per il prossimo anno, mi ha onorato, specialmente tenendo in considerazione il fatto che il tango nacque nei luoghi in cui mi sono esibito.

Ad esempio?
È stato molto toccante esibirsi al Centro culturale Carlos Gardel, padrino del tango e mio cantante di riferimento. Il concerto era in memoria di Nazareno Anconetani, un immigrato marchigiano che fondò la più grande casa costruttrice di fisarmoniche dell’Argentina. Oltre a questo ricordo i concerti alla Sociedad Friulana di Buenos Aires, quello per il Centro Dante Alighieri, un altro in Patagonia al Centro Marchigiano di Bahia Blanca e quello a La Plata, “Italia Para Todos”, manifestazione che ha raccolto oltre 60.000 persone in due giorni.

Che rapporto ha trovato tra la città di Ancona e Buenos Aires?
Le due sono unite dall’attitudine di porto, porteña si direbbe in Argentina. Anche per questo ho deciso di vivere nel quartiere Archi di Ancona. Poeticamente tra le due città ritrovo dei punti di unione, che ho voluto indagare e spiegare in un mio brano intitolato “Las quatros rosas”, del quale presto partiranno le riprese del video clip.

Questa esperienza darà i suoi frutti musicali anche qui?
Certamente. Nei prossimi mesi inizierò ad incidere un disco di tango che coinvolgerà artisti italiani ed argentini. Il progetto verrà presentato nelle prossime tappe del tour.

Ci può anticipare qualcosa?
L’idea ha avuto molto successo anche qui e sono felice che diversi comuni dell’anconetano parteciperanno all’iniziativa; tra questi vorrei citare in particolare Castelfidardo, dove, in collaborazione con il Premio Internazionale della Fisarmonica, mi esibirò il 7 dicembre e nel settembre 2015, e Montemarciano, che ha inserito nel prossimo cartellone teatrale un evento di tango.

Ultima domanda: i ringraziamenti.
Fondamentale è stato l’apporto organizzativo di Catalina Maria De Faccio, nonché il sostegno dei rappresentanti dei circoli marchigiani in Argentina, in particolare Juan Pedro Brandi e Juncarlos Paglialunga. Come non citare poi il mio compagno di viaggio il fisarmonicista e direttore della scuola musicale Ars Musica Edgardo Giorgio. Valore aggiunto e in alcuni casi inaspettato sono stati i musicisti e ballerini di tango argentini, che hanno subito aderito con entusiasmo a questo progetto, arricchendo la performance.

Francesco Mandolini

dal Resto del Carlino del 28/09/2014

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