Bioculture, i miei 17 Km

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La terra la senti sotto le suole, risponde silenziosamente al rumore dei tuoi passi. Bisogna saperla ascoltare e diventa tua amica. I passi capiscono il suo ritmo prima di te, così da poter camminare e non sentire più la fatica. Rimane solo da guardarsi attorno, notare oggetti e paesaggi nuovi che in realtà sono sempre stati con e dentro di noi.

Partendo da questo presupposto mi incammino anche io con gli artisti di Bioculture alla riscoperta della parte più interna della provincia di Ascoli Piceno, i circa 17Km che vanno da Force a Castignano, terra di vino e antiche leggende templari, ma soprattutto di duro lavoro nei campi dove olivi, girasoli e grano la fanno da padroni.

Bioculture è un progetto della compagnia teatrale Sineglossa, (in partecipazione con la Regione Marche, Tonidigrigio, Pepelab, Terroir Marche e Enit) in cui sette artisti provenienti da tutta Europa percorrono oltre 150 Km a piedi nelle Marche, riscoprendo paesaggi, cultura e tradizioni contaminando il tutto con la loro arte.

La posta in gioco è molto alta. Si tratta di un’attività artistica multimediale che permetterà di creare una nuova forma di turismo capace di valorizzare le vecchie tradizioni, dandogli nuova vita tramite un ebook interattivo contenente i lavori degli artisti.

Chi sono i viaggiatori? Abbiamo Alessio, silenzioso Sound Designer di Ancona che ascolta e registra i rumori per ricreare un paesaggio sonoro geolocalizzato. Fabrizio, autore di ritratti stand-still ad esposizione prolungata con l’obiettivo di mostrare le vere espressioni delle persone ritratte.

Ci sono le polaroid illustrate di Giacomo, barbuto artista senigalliese che reinventa la sua terra con soluzioni grafiche. C’è poi la voce di Rachel, cantastorie britannica interessata ai rituali e all’interposizione del tempo tra sé e le sue destinazioni, così come Eva, artista multidisciplinare pronta a mettersi in discussione con immagini che sono frammenti di storie, forse vere, forse no.

Infine c’è il capitano della nave, Federico, ideatore del progetto. Fa da anni il regista e percepisce Bioculture (e l’ebook che ne scaturirà) come una piece teatrale. Gli artisti vanno diretti non su un palco ma tra sentieri, ponti, fango e stanchezza, condotti a destinazione e aiutati a riprodurre in totale libertà le loro sensazioni.

Le storie di tutti si intrecciano in un solo giorno di cammino. Così si scopre di una famiglia di Rotella con un avo emigrato in America ad inizio ‘900 che fece la fortuna grazie ad uno strumento musicale tipicamente marchigiano: l’organetto. Oppure di Vincenzo, architetto che vive appena fuori Castignano, che ha riscoperto da circa 10 anni una tradizione antichissima della sua famiglia: quella dello zafferano, usato per secoli come caglio per il formaggio vegetale, ora prodotto in piccola quantità per ristoratori locali e senza uso di pesticidi o erbicidi.

Circa cinque ore dopo la partenza siamo a destinazione. Le suole delle scarpe sono un po’ più consumate, i piedi non dolgono, il corpo ha imparato il ritmo della terra ed essa ha dato in cambio non un viaggio nello spazio, ma nel tempo.

Francesco Mandolini

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