Intervista Jazz: Ludovico Carmenati Octet

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Gianludovico Carmenati

Gianludovico Carmenati

Questo venerdì alle ore 21:00 le note jazz del Ludovico Carmenati Octet coloreranno la nuova sede del Tnt di Jesi in via Gallodoro 68. L’evento stesso costituirà la presentazione ufficiale dell’ambiziosa formazione di Carmenati, insegnante e contrabbassista jazz di fama nazionale, che vanta nel proprio curriculum collaborazioni con grandi nomi della musica italiana, come quello di Roberto Vecchioni.

Carmenati, lei presenta sul palco un ottetto atipico, né big band jazzistica né formazione classica, ci dica da che strumenti è composto.
Ho cercato la partecipazione di molti amici e colleghi jazzisti per mettere in piedi una bella sessione fiati, costituita da Giorgio Caselli e Samuele Garofoli alla tromba, Simone La Maida al sax alto e flauto traverso, Marco Postacchini al sax tenore ed al clarino e Roberto Solimando al trombone. A questo quintetto si aggiunge la sessione ritmica che, oltre me al contrabbasso, vede sedere dietro le pelli un grandissimo professionista di valore internazionale come Massimo Manzi, ed un giovane affermato chitarrista come Stefano Coppari.

Ed è qui l’elemento di discontinuità con la tradizione, giusto?
Esattamente – continua Carmenati – il jazz più classico avrebbe previsto un pianoforte al posto della chitarra elettrica, strumento che nella storia di questo genere ha avuto fortune alterne. Io credo che nel jazz moderno la chitarra sia diventata fondamentale ed in questo progetto lo stile di Stefano porta a combinazioni timbriche più interessanti.

Che brani proporrete in questi prima uscita? Degli standard?
Diciamo di sì, anche se non è del tutto esatto definirli tali. Ho deciso di prendere degli standard di Davis, Coltrane, Mingus ed altri e riadattarli a questa compagine musicale. Non si discostano molto dagli originali, ma hanno un’anima propria. Inoltre ho voluto inserire nel repertorio due classici di Bob Dylan (All along the watchtower e Don’t think twice, it’s all right), ovviamente rivisitati in chiave jazz, e una mia composizione originale.

Otto elementi sul palco non si vedono tutti i giorni, dev’essere difficile proporre un progetto del genere live in questo periodo storico.
Ovviamente non è una passeggiata sia a livello organizzativo che di budget. Gli spazi per il jazz non sono molti e per questo abbiamo accettato con grande piacere di suonare anche in un luogo atipico per il genere, come un centro sociale. Mi sento davvero di ringraziare l’entourage del Tnt per questa scelta coraggiosa. In questo periodo storico tutte le arti, non solo la musica jazz, vanno salvaguardate e credo che chiunque lo faccia meriti un plauso.

Crede che questa difficoltà a trovare degli spazi denoti un calo di interesse nei confronti della musica e delle arti?
Non direi. Come maestro di basso e contrabbasso ho visto, negli ultimi 15 anni, un vero e proprio boom di iscrizioni nelle scuole musicali della provincia. Gli spazi non sono molti, ma in qualche modo i luoghi della musica colta ed del teatro vengono salvaguardati. Proprio per questo è un peccato vedere come importanti manifestazioni locali, come i festival jazz di Corinaldo e Fano, vengano messi in difficoltà e rischino la chiusura. Senza di questi eventi si perde tutto un tessuto sociale importantissimo.

L’ inizio concerto è previsto per le ore 21:00
Infoline: 3336321720

Francesco Mandolini
dal Resto del Carlino del 05/04/2013

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