l’ Eretico si racconta, intervista a Caparezza

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Barba lunga, capello riccio arruffato e sguardo penetrante, l’eretico è fra noi. Stasera alle 22:30 Caparezza arriverà al Mamamia di Senigallia nella quarta – ed ultima – parte del tour che lo ha portato in giro per la penisola quasi senza sosta negli ultimi 18 mesi. Il Carlino lo ha intervistato:

Allora Michele, cosa provi arrivato al 4° “Eretico tour”?
“È sempre più la conferma di come le canzoni diano soddisfazione nel tempo. Appena esce un album magari non piacciono tutte poi, col passare dei mesi, il pubblico entra sempre di più nel testo, ed ai concerti lo sento dall’energia enorme che mi danno. Nei miei spettacoli anche il pubblico fa lo show.

Che novità hai inserito rispetto ai precedenti?
“Beh su Youtube si trova già tutto” dice ridendo, “essendo in giro da parecchio tempo proviamo ad aggiornarlo ad ogni tornata: ho reintrodotto dopo molti anni ‘Fuori dal tunnel’. Non volevo essere ricordato solo per quel pezzo così lo tolsi dalla scaletta, mentre ora sento che il pubblico mi conosce abbastanza da non identificarmi solo con quella canzone.”

Hai già pronto qualcosa di nuovo per il prossimo album?
“Purtroppo ancora nessun pezzo. Dopo quest’ultimo tour sparirò per parecchio (infatti il sottotitolo è ‘L’estinzione’) e scriveremo nuovi pezzi. Per ora ho solo qualche appunto qua e là ma nulla di compiuto.”

Negli anni il tuo modo di scrivere canzoni si è sempre più affinato, hai cambiato qualcosa nel metodo di lavoro?
“Anzitutto diciamo che non parto mai da un testo o da una musica, quanto da un’idea. Ad esempio scrivendo ‘Sono il tuo sogno eretico’ avevo una chiara immagine di un qualcosa di medievale da proporre. Poi considera che, dopo cinque cd, mi confronto continuamente con me stesso e cerco di migliorarmi ogni volta, anche perchè, sulla soglia dei 40, mi sento più riflessivo. Diciamo che faccio molta scrematura puntando all’essenziale; sono meno rococò.”

È difficile restare indipendenti nel mondo delle major?
“Ti dirò che per me è sempre stato naturale forse perchè sono io quello strano da gestire. Non ho mai cambiato i dischi che proponevo e sono sempre riuscito a lavorare con una mentalità da indie anche in realtà che indie non sono per nulla.”

Niente musica per l’ultima domanda: ci dici qualcosa del tuo rapporto con Rat-Man?
“Oh!” esclama soddisfatto, “è un rapporto che affonda le radici nella mia passione per i fumetti, specialmente quelli comici e umoristici. Pensa che quando Leo Ortolani [autore del fumetto n.d.r.] venne ad un mio concerto io indossavo una t-shirt col ‘ratto’ sopra. Dopo l’esibizione lui mi fece un disegno di Rat-Man con indosso la maglia di Caparezza. Impagabile. Ora quel disegno sta appeso in camera ed è uno degli oggetti a cui tengo di più.”

Francesco Mandolini

dal Resto del Carlino del 28/07/2012

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