Quando il pubblico si fa regista, il Teatro Sovversivo

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Oltre il sipario, oltre le poltrone di velluto, oltre la quarta parete e la rottura della stessa c’è la sovversione; l’azzardo nel portare il pubblico dentro la rappresentazione in uno spazio asfittico dal quale non si può sfuggire.

Questa è la proposta della compagnia Teatro Sovversivo, creata nel 2005 dal regista anconetano Lorenzo Bastianelli, che con lo spettacolo “La macchina sovversiva” ribalta quelli che sono i canoni classici del teatro – l’attore che esegue e lo spettatore, a distanza, che guarda – proponendo pillole di 3-5 minuti sempre differenti, sia nell’interpretazione che nello svolgimento, poiché proprio lo spettatore diventa il direttore ignaro della messinscena.

Le scene che vanno a comporre “La macchina sovversiva” infatti non vengono rappresentate su di un palco ma all’interno di un furgoncino Volkswagen a nove posti coi vetri oscurati. In questo modo, con lo spettatore all’interno dell’auto, non solo non è fisicamente possibile avere audience superiori alle 2 o 3 unità alla volta, ma tutti coloro i quali attendono al di fuori del nove posti non sanno cosa accade all’interno.

Con la curiosità che aumenta (anche a causa dei rumori che si sentono provenire dal furgone) gli spettatori una volta giunto il loro turno , dopo esser rigorosamente stati scelti dal regista tra gli astanti, si trovano a vivere quasi con timore le performance, sia che si tratti di scene comiche che tragiche e tendenti al pulp. Il tutto ovviamente viene amplificato dallo spazio limitato dell’interno dell’auto, dalla luce scarsa e dal fatto d’avere costantemente una telecamera puntata addosso per registrare le varie reazioni, le quali guideranno di riflesso il recitare degli attori coinvolti.

Insomma il mix d’emozioni che si viene a creare nello spazio ristretto di soli 3-5 minuti è talmente impressionante che talvolta lo spettatore ne rimane sconvolto.

Perciò non solo si viene a creare la sospensione dell’incredulità richiesta in tutte le forme fictionali ma, quando si ha a che fare con i Sovversivi, è il contrario ad essere impossibile. Il pubblico non può avere un distaccamento dalla parte inscenata; diventa la parte inscenata.
E questo direi proprio che è un punto a favore della compagnia creata da Bastianelli.

Francesco Mandolini

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