Rajoy in testa dopo il dibattito TV, il PSOE mai così male

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rajoy - rubalcava

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Il candidato dei Popolari (PP) alla presidenza del governo spagnolo, Mariano Rajoy, sembra essersi imposto ieri sera sullo sfidante, il socialista già Ministro degli Interni con l’uscente governo Zapatero, Alfredo Pérez Rubalcaba. Lo attesta un sondaggio flash effettuato immediatamente dopo la trasmissione dall’agenzia Metroscopia il quale ha visto in testa Rajoy per 46 punti percentuali contro i 41 di Rubalcava.

Il dibattito, andato in onda a reti unificate su ben 19 TV della Spagna (e in Italia su Sky TG24), è stato visto da circa 12 milioni di telespettatori (27% dello share) con punte di 13 milioni e 800mila durante l’intervento di Rubalcaba circa la disoccupazione spagnola, che viaggia oltre il 20%.

La sconfitta nel sondaggio flash non è però l’unico dato sconfortante per il candidato del PSOE. Nonostante la recente vittoria sulla minaccia terroristica dell’ ETA, raggiunta proprio grazie al suo impegno come Ministro degli Interni, sembrerebbe che la sua corsa a premier sia la meno fortunata della storia del Partito socialista spagnolo in quanto, a causa della crescente impopolarità e perciò pesante eredità lasciatagli da Zapatero, il divario fra popolari e socialisti nei sondaggi tra gli elettori è arrivato al 16,7%, cifra mai toccata prima (dati del CIS, Centro de Investigaciones Sociologicas).
Si pensi che il precedente record, nel 2000 durante la campagna elettorale fra Aznar e Almunia, vinta poi dal candidato PP, era del 10,43%. A seguito di quella debacle elettorale seguirono le dimissioni di Almunia da segretario dei socialisti. Dimissioni che favorirono l’ascesa di Zapatero.

Insomma, dopo due sconfitte consecutive patite in altrettante campagne elettorali (2004 e 2008) dal cattolico Rajoy, sembra essere arrivato il suo momento. Una situazione da adesso o mai più, in cui sembra decisamente avvantaggiato nonostante la povertà di contenuti che si registra nei suoi interventi del dibattito di ieri notte, volti per lo più a screditare le azioni del governo precedente lasciando intendere che una volta eletto, per accontentare l’elettorato cattolico da cui proviene, abbia intenzione di fare ricorso al Tribunale Costituzionale per quanto riguarda il diritto al matrimonio delle coppie omosessuali; dando così addosso a quello che forse è stato l’unico vero intervento progressista realizzato da Zapatero nel settennato di governo.

Francesco Mandolini

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