Il Ritorno

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“Baby let’s get out of the city/we need to breathe some cleaner air”
Questo è il motto che mi gira per la testa da un paio di giorni.

Sembra ieri che arrivavo a Stansted e passavo al mia prima nottata anglosassone sul freddo pavimento dell’aeroporto lo scorso settembre; mentre non solo sembra ma purtroppo è oggi che mi tocca passare un’altra cazzo di fredda nottata nello stesso aeroporto (il fatto che tecnicamente sia luglio e quindi estate è solo una forma mentis in Inghilterra. In realtà qui si passa da “inverno” a “inverno light”).

Nel frattempo di cose ne sono successe…dall’apertura di questo blog (arrivato ad avere una hit count di tutto rispetto soprattutto per un signor nessuno come me) alle pubblicazioni sul Fatto, con tutto quello che ne consegue.

La mente si affolla di volti, frasi e aneddoti se mi metto a pensare alle persone conosciute, che mi hanno sostenuto, che mi hanno dato forza, che mi hanno fatto compagnia, che hanno studiato, lavorato e tribolato con me in questi lunghi mesi albionici.

Innegabile il fatto che quest’esperienza non solo mi sia servita ma abbia migliorato esponenzialmente anche le mie capacità; infatti credo alcuni di voi ricorderanno ancora con terrore i primi post con un taglio decisamente più personalistico rispetto agli ultimi, in cui ho giocato a fare il giornalista serio.

Adesso che – finalmente – me ne vado da Londra (ad essere sinceri quando leggerete questo post sarò già a casa, ma al momento in cui scrivo sono le fredde 2:53 di Stansted) non credo che questo blog abbia più motivo di esistere, o meglio non con queste fattezze e questo titolo.
Di idee per il futuro ce ne sono già parecchie, tutte estremamente interessanti e non necessariamente in contrasto tra di loro. Ovviamente si parla sempre di campo giornalistico ma aspetterò un po’ prima di fornirvi altri dettagli.

C’è tempo per ragionare sul futuro ed il presente è così meravigliosamente incerto che vale la pena di essere vissuto e raccontato. A questo proposito faccio partire l’angolo pubblicitario, e per chiunque di voi passasse dalle parti di Monte San Vito (AN) nei prossimi due giovedì (21 e 28) propongo questo festival sulla comunicazione/antimafia/pacifismo/altro proposto dall’associazione culturale onlus “Il Sogno di Una Cosa” di cui casualmente faccio parte.

Insomma grazie del supporto dimostratomi in questi mesi, spero che le letture siano state stimolanti per voi. Come detto poc’anzi sul futuro non anticipo niente (fossi capace di farlo giocherei al lotto tutte le settimane), voi restate collegati che ci sono grossi cambiamenti in vista.

Ci si rilegge presto!

Francesco Mandolini

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