La nobiltà e la plebe

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Per la seconda volta mi trovavo a scrivere un post su Londra che non vedrà la luce, non dico mai ma sicuramente non per il momento.
Ieri c’è stata la quarta manifestazione in un mese contro i tagli all’istruzione pubblica operati dal governo inglese e, pur non essendo la più partecipata delle quattro, è sicuramente stata la più incisiva. La prima fece notizia per l’assalto di pochi (tradotti come molti dai media) alla sede del partito dei conservatori. La seconda vide l’utilizzo per la prima volta del kettling -o contenimento- in cui, come ricorderete, anche io sono rimasto imprigionato, la terza è stata straordinaria per la sua pacificità e la ricompensa fu un altro kettling e 146 arresti di studenti che “non volevano lasciare Trafalgar Square”, come se fosse reato passeggiare per una piazza.
Quella di ieri però era cruciale: 40.000 persone che manifestano sotto la House of Parliament durante una votazione non si vedono tutti i giorni in Inghilterra, anzi non si erano mai viste.
L’ardore e lo spirito ribelle che per tanto tempo ha caratterizzato gli inglesi negli ultimi venti anni si sono atrofizzati sia per la mancanza di nemici -con i laburisti al potere i sindacati non se la sono mai sentita di dargli veramente contro- , sia perchè il cittadino inglese si è sempre più calato nella sua veste di borghese politically correct.
Il risultato è stato un ritorno al potere dei Tories, seppur di misura e in coalizione, ed il consequenziale aumento delle prese di posizione degli stessi in tema d’educazione.
Perché proprio l’educazione? Beh molto semplicemente è il tentativo di rendere l’università un qualcosa di elitario cosicché gli interessi di pochi non vengano scalfiti.
Il fatto è che questa volta non si sono proprio regolati: nemmeno Berlusconi in uno dei suoi sogni più perversi avrebbe mai pensato di tagliare tutto in una botta l’80% dei fondi per l’insegnamento, il 25% di quelli per la ricerca, di aumentare l’orario di lavoro degli insegnanti diminuendone il numero e i salari (e non parlo di baroni delle università, ma anche di scuole medie e superiori), di obbligare le scuole a ridurre dell’88% il personale tecnico amministrativo (dai bidelli alle segretarie) per andare in parità coi bilanci e di cancellare gli EMA (una specie di stipendio percepito dagli studenti meritevoli) e gran parte delle borse di studio!
Il taglio di Cameron è pazzo e scellerato e le azioni della polizia (che subirà anch’essa un taglio del 30%) peggio. Ieri 4 studenti sono usciti gravemente feriti dalla manifestazione (uno dei quali ha subito un immediato intervento al cervello una volta giunto in ospedale), decine sono i contusi per le cariche subite (due di cui una a cavallo) i quali una volta storditi sono stati lasciati in terra senza soccorsi per ore. Un ragazzo disabile di mia conoscenza è stato buttato giù due volte dalla sua sedia a rotelle ieri pomeriggio, preso in spalla da un poliziotto e portato via dietro le camionette. Il fratello più grande di questo ragazzo, che lo assisteva, preoccupato dalla situazione ha chiesto di poterlo vedere e raggiungere, in tutta risposta è stato picchiato.
Gli studenti imprigionati nel kettling sono stati liberati solo a notte inoltrata quando la metro era già chiusa e molte volte scorrendo tra le due file di poliziotti che li scortavano all’uscita sono stati malmenati.
Sulla supposta democrazia inglese ho già avuto modo di discutere e quindi non aggiungo altro a riguardo; una cosa però mi ha dato da pensare: l’assalto all’auto di Carlo e Camilla.
I due si recavano in Rolls Royce al London Palladium -un teatro in peino centro, tra Oxford Circus e Piccadilly Circus- per vedere un opera quando, invece di scegliere la strada più sicura, l’autista gira per Regent Street dove si trovavano dei manifestanti tenuti al di fuori di Parliament Square.
Giustamente sono stati fischiati e insultati dalla folla quando ad un certo punto, mentre un ragazzo si avvicinava all’auto quel mostro di Camilla apre il finestrino, il ragazzo con in mano una specie di bastone fa come per colpire l’auto, il bobby lì presente (unico peraltro a scortare l’auto regale contro le migliaia in azione fino a poco prima) non fa nulla per intervenire, l’auto accellera e se ne va come niente fosse.
Io sono appena andato a fare la spesa in un supermercato che sta ad una fermata di metro da casa mia. Esco dal “tubo” e mi prendo una copia gratuita dell’Evening Standard, fotona a tutta pagina di Camilla nell’auto e titolone “Camilla was hit”. Ora è chiara la deviazione dell’autista.
Francesco Mandolini
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4 pensieri su “La nobiltà e la plebe

  1. >"che violenti questi ragazzacci", eh?avrà pensato la donna di middle-class britannica mentre prendeva oggi il tè alle 5 con le amiche.le tornerà alla mente fra 10 anni quando il suo bimbo non andrè più alle elementari ma all'università.sendrow

  2. >Il lato positivo è che siamo ancora di fronte a realtà sociali dove la società civile, seppur ibernata per lunghi periodi, a tratti si risveglia ed è ancora in grado di pronunciare forti e legittimi no.Il lato negativo è che questo no è ancora troppo -a queste come a quelle latitudini- imperniato sull'approccio antagonista al problema, senza considerare le ragioni (per quanto stupide, a nostro vedere) dell'altro. Questo perchè purtroppo in situazione di conflitto sociale il coltello dalla parte del manico da quando mi interesso di politica ce l'ha sempre avuto un indeterminato "loro", e la strada della critica propositiva è l'unica che ha storicamente portato a dei risultati. Il nostro reporter in erba cresce di post in post, e gliene va reso merito. Bravò, direbbero i maledetti francesi. Occhio soltanto a non cadere (vizio spesso tutto italiano) nel facile complottismo sinistroide, lo stesso che faceva sorridere malinconicamente Pasolini e incazzare come una biscia Terzani. Della serie "Berlusconi il Duomo in viso se l'è fatto tirare apposta". Un abrazao viejoTommy

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