Attentatori glorificati e fiori guerrafondai (parte 1)

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DISCLAIMER: questo post risale al periodo in cui il blog veniva utilizzato come tale e non come portfolio giornalistico del sottoscritto, pertanto non va considerato come esempio delle capacità di fare informazione di chi scrive.

Francesco Mandolini

Perché celebrare un attentatore ogni anno da 405 anni?
Questa è la domanda che mi sono posto principalmente la settimana scorsa quando nelle notti del 5 e 6 novembre, conosciute come Bonfire Nights, i cieli di Londra si sono riempiti dei colori dell’arcobaleno in memoria di Guy Fawkes.
Egli è un personaggio sconosciuto a molti italiani e non inglesi in generale. Fu riportato in auge alcuni anni fa grazie al film basato su una grafic-novel scritta e illustrata dal duo Alan Moore/David Lloyd. Il film in questione era V per Vendetta in cui un personaggio con la maschera di Guy Fawkes si aggirava in una Londra futuribile e distopica tentando di combattere il regime mediatico imposto al popolo.
Ma chi era costui in realtà? Il vero Guy Fawkes fu uno dei cinque congiurati che la notte del 5 novembre 1605 tentarono di far saltare in aria l’intero parlamento inglese con al suo interno, oltre ai deputati, il re Giacomo I, scozzese di nascita.
A parte il farmi comprendere che cazzo volesse dire la festa organizzata con il collettivo Rosso Mal Polo lo scorso anno a Novoli proprio in occasione del 5 novembre (con tanto di volantini rievocanti il film), l’intento di Fawkes, esecutore materiale dell’attentato colto in flagrante nei lugubri sotterranei dell’ House of Parliament mentre stava per accendere le miccie ai barili pieni di polvere da sparo, era quello di punire coloro che stavano impedendo la libertà di culto ai cattolici e, segretamente ma nemmeno troppo, di voler cacciare via gli scozzesi dal trono d’Inghilterra.
Se avesse saputo che secoli più tardi sarebbe salita al trono l’attuale famiglia regnante, i Windsor tedeschi in tutto e per tutto (il vero nome della famiglia reale è Sachsen-Coburg und Gotha), probabilmente non si sarebbe preso il cruccio di farsi torturare per otto giorni prima di firmare una confessione scritta in cui ammetteva le sue colpe e finire impiccato, decapitato e scorticato sulla pubblica piazza (mi auguro in quest’ordine e non in quello inverso).
Ma torniamo all’inizio del discorso: perchè ricordarlo?
C’è da dire che bisogna aspettarsi di tutto da un paese che, per celebrare la sconfitta di Napoleone a Waterloo, gli erige delle statue a giro per l’Inghilterra, ma si sa che qui lo humor è del tutto particolare.
Che cosa rappresenta allora Guy Fawkes? Non certo la vena cattolica inglese (inesistente o quasi da secoli). Direi più che Guy Fawkes è l’emblema di una tendenza tutta inglese (giustissima secondo chi scrive) che fa sì che il popolo si ribelli quando le cose tendono al peggio, pensate che folli!
Lo hanno fatto i primi coloni americani liberandosi dal giogo della madrepatria paradossalmente per un gesto d’amore verso la stessa al grido di “no taxation without representation”, lo hanno fatto le operaie Ford della fabbrica di Dagenham negli anni ’60 per ottenere una “equal pay” tra uomini e donne e quindi credo che il bel Guido (così si firmava) si adagi tranquillamente a capo di questi personaggi.
Venendo a questioni di casa nostra (e scusate il ragionamento spicciolo), credo che di personaggi à la Guy Fawkes ne avremmo tanto bisogno in Italia vista la pochezza di chi ci governa, i recenti insulti verso gli omosessuali, le vergogne di Terzigno, Acerra, Napoli, le acque al percolato, i soffitti all’amianto nelle scuole elementari, i tagli all’università e alla scuola pubblica, le fottutissime leggi ad personam, il papello, Fede, Mora e tutta la combriccola dei santi apostoli, il Vaticano e, a 65 anni dalla sconfitta della tirannide fascista, il tentativo di equiparare repubblichini e partigiani sul palcoscenico di San Remo facendo cantare sia “Bella Ciao” (unico vero inno italiano) e l’inno fascista “giovinezza” (la minuscola non è una svista, è voluta).
Nel mio piccolo posso dire che provo una innata simpatia per Guy Fawkes, ce lo avessi qui ora gli offrirei da bere!
Francesco
PS
vi chiederete “e i fiori guerrafondai?”.
Attendete due o tre giorni e verrete soddisfatti, questa è grossa!
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5 pensieri su “Attentatori glorificati e fiori guerrafondai (parte 1)

  1. >Ti sei dimenticato del crollo della casa dei gladiatori a Pompei (quella casa ha retto a diversi cataclismi come le eruzioni del Vesuvio, i vari terremoti, la musica neomelodica ecc ecc…ma si è arresa davanti a Bondi…la capisco) PS Hai aggiunto quelle parti sulla Scozia per farmi rabbia? Dovrei fare il superiore e tacere ma mioio malgrado ti do soddisfazione dicendo che fecero bene a scorticarlo quello stronzo anti-scozzese. Così tu ci fai bella figura e io la parte del grezzotto 😛 PPS Bella ciao non è l'unico inno italiano… è il Va pensiero, non c'entra niente la lega…è solo che è patriottica come l'inno di MAmeli e bella ciao, (che io considero una canzone per la libertà di un popolo a prescindere dal credo politico) ma infinitamente più bella. PPPS Bondi è davvero peggio della musica neomelodica? L'argomento è sede di numerosi dibattiti per ora senza risposta. CIAO DA FEFFO!!!

  2. >d'accordissimo su bella ciao, era l'inno dei partigiani e lì c'erano dia comunisti che cattolici. lo considero l'inno italiano perchè rappresenta una parte della nostra storia viva e ahimé attuale.il va' pensiero è ovviamente più bello ma distante nel tempo.l'inno di mameli oltre a essere una cagata unica a livello musicale (una marcetta pisciosa come lo definì Marradi a lezione da me) non rappresenta l'unità manco per il cazzo ed è stato scritto da un ritardato di soldato semplice morto addirittura prima della breccia di porta pia.piccola curiosità: non esiste nessuna legge o atto scritto che decreta che l'inno di mameli sia l'inno italiano.in ultimo sicuramente è più viscido della musica neomelodica (e ce ne vuole!)

  3. >El problema è che bella ciao è considerato un inno prettamente di sinistra quando invece non lo è, e non ha senso proporlo a sanremo così come ad ogni corteo/festa di sinistra. Concordo col feffo, andrebbe messo il va pensiero, altrochè!Cande

  4. Gianni

    Ma finitela una buona volta ! Ancora a parlare di destra e sinistra di buoni e cattivi .La guerra é finita da un pezzo , adesso i problemi sono altri , una classe politica che sguazza come dei maiali nella melma nel dividere ancora la gente in destra e sinistra e vari partituncoli minori. Fate il loro gioco….A meno che non siate voi una parte di loro.

    • ciao Gianni
      premesso che apprezzo ogni tipo di commento, specialmente quelli che sono in disaccordo con me, mi sento di dirti che:
      1- la guerra non è finita proprio per niente e da nessuna parte del mondo. basta dire solo Libia per dare un fulgido esempio.
      2- io non credo né in destra/sinistra né tanto meno nel sistema partitico che sta fallendo in tutto l’occidente quindi figurati se posso anche solo pensare di farne parte.

      concordo pienamente sullo sguazzìo e sul dividi et impera
      Francesco

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